
A SHORT TALE OF TODAY
Non era più possibile continuare a fissare il soffitto, nulla sarebbe cambiato; cioè azzurro era e azzurro sarebbe rimasto. Inutile continuare a cercare di partorire spiegazioni, idee soluzioni etc… anche oggi non concluderai nulla mia cara.
Decise così di infilarsi le scarpe e andare a trovarlo. Solitamente passava a fargli una lunga visita ogni sabato, ma da mesi e mesi ormai quel giorno della settimana era dedicato ad altro, qualcosa che le reimpiva la mente ma soprattutto il cuore. Appunto, era, parliamo al passato.
Mentre si trovava in machina su quella strada noiosa che ormai conosceva a memoria, un flusso di rumori percorreva la sua mente, difficile mandarlo via.
Ecco arrivata, avrò fatto bene? Avrò fatto male? Sarà malinconico o spiacevole come sempre? Che importa, ormai era li. Chiese di lui e lo raggiunse.
Ecco che lo sapeva, visione maliconica in una giornata splendente e profumata come quella. Era li, seduto davanti a un finestrone che illuminava tutta quell’enorme stanza, che nonostante il calore che vi penetrava riusciva a trasmettere una fredda perfezione.
Si avvicinò, lo salutò, lo baciò calorosamente, con un gesto quasi materno gli sistemò il colletto della camicia e gli tolse dalle mani quella solita pallina rossa per dargli il solito pacchettino di caramelle, orsetti gelatinosi, caramelle che ogni bimbo non può rinunciare a mangiucchiare. “Ciao papà, sono io. Cosa non mi racconterai oggi?”. Suo padre non conosceva l’arte del cumicare, plausibile, da quando la sua mente lo abbandonò. “Usciamo da qui?” “No, fa caldo gli orsetti si scioglieranno tutti tutti.”, “Li lasciamo qui e poi torniamo a riprenderli.”, “No, me li porteranno via. Però se li mangio tutti ora poi potremmo uscire…”
goingtotheredball' story ^_^!